Il concetto di “colpo di grazia”

Lime1Sì lo confermo, New York è la città che preferiamo in assoluto (solo il nome mi provoca della potente pelle d’oca…) ma fortunatamente le occasioni della vita ci hanno portato a visitare anche buona parte del resto del globo. Io infatti vorrei condividere quella volta (è un aneddoto più che una chicca) quando le ho prese di santa ragione dalla malinconia.

Mi trovavo in vacanza sull’isola delle spezie per eccellenza, Zanzibar… e qui mi permetto di fare due digressioni:

  1. Patria natale del signor Farrokh Bulsara in arte Mr. Freddie Mercury (applauso, grazie) nonché, secondo il mio modestissimo e tribolato parere, indiscutibilmente il più grande frontman della storia delle rock band.
  2. Ho soggiornato sul litorale di Kiwengwa, posto orribile! Chilometri di sabbia bianca lambita dolcemente dal cristallino oceano Indiano? Sì, non posso che avere ragione, posto da evitare.

Siamo all’ultimo giorno, le spezie dell’isola mi hanno giocato un brutto scherzo. Ore 7.00 di mattina, lo stomaco è in burrasca, nausea pesante! Il programma della giornata prevede 2 ore di pullman per raggiungere l’aeroporto (la sportività alla guida regna sovrana), 6 ore di aereo con scalo a Mombasa annesso, 40 minuti di macchina per arrivare a casa; oserei dire scenario apocalittico viste le mie condizioni. Prima di partire, con un barlume di lucidità, mi fermo al chiringuito del villaggio e acciuffo un paio di lime da succhiare per cercare di alleviare la nausea.

zanzibar

Zanzibar, scorcio del litorale di Kiwengwa

Inutile dire che l’intero tragitto è stato ovviamente traumatico, il viaggio in pullman mi è sembrato interminabile, febbre e dolori dappertutto, stomaco straripante di gioia, aria condizionata dell’aereo a tutta potenza, il lime e i sacchettini plastificati sono stati i miei migliori amici; ad un tratto è comparsa pure una sedia a rotelle fornita dall’aeroporto ma non ricordo i dettagli per ovvie ragioni…

Tutto ciò finalmente trova una conclusione, sono in macchina con i compagni di viaggio a pochi minuti da casa, mi desto dal torpore e sento una strana presenza in tasca, una specie di pallina. Lentamente tiro fuori l’oggetto, ah! È uno dei due lime zanzibarini presi prima di partire; è intatto, bello, verde, profumatissimo ed è lì che… baaaaaam… improvvisamente ed inesorabilmente mi assalgono tutti insieme una settimana di ricordi, immagini, profumi, fragranze, cibi spiagge, brezza marina! La malinconia mi prende a schiaffi e immediatamente mi è chiaro il concetto di “colpo di grazia”.

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