Il Reichstag di Berlino

A maggio dello scorso anno ho visitato per la prima volta Berlino, una tre giorni in solitaria – non ci posso fare niente, ogni tanto sento la necessità di viaggiare solo – zaino in spalla e guida in tasca, alla scoperta di una città dal grande fascino.
Come molte città dal passato travagliato, Berlino non si mostra immediatamente per ciò che è, ma va scoperta un pezzo alla volta, quartiere dopo quartiere e strada per strada, cercandone la vera anima dietro ogni angolo. In poche parole, va capita.
Ecco, sulla capacità e la voglia di comprendere gli aspetti meno superficiali dei luoghi che si visitano si potrebbe aprire un capitolo a parte, ma passiamo oltre, non vorrei dedicare eccessivo spazio ad alcune categorie di viaggiatori.

Berlino è una città viva, dinamica e ricca di storia in un giusto equilibrio tra passato e contemporaneità e uno degli edifici che riassumono al meglio questa doppia natura è il Reichstag, tappa imperdibile per chiunque volesse visitare la capitale tedesca.

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Simbolo e sede del parlamento dell’impero tedesco del XIX secolo, questo edificio è stato dato alle fiamme agli albori della dittatura Nazista (non è mai stato utilizzato infatti durante il Terzo Reich, anche per via di ciò che rappresentava), bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale e infine rimasto abbandonato per lunghi anni sull’estremo confine della Berlino Ovest. A metà degli anni ’90 l’artista Christo l’ha impacchettato in una delle sue celebri installazioni e, finalmente, all’alba del nuovo millennio al Reichstag è stato restituito il ruolo che gli compete, grazie a un profondo intervento di recupero, opera dell’architetto britannico Sir Norman Foster. Oggi è di nuovo sede del parlamento e può essere visitato dall’alto della cupola che sovrasta la sala centrale, visibile dalle numerose vetrate che simboleggiano la trasparenza della democrazia.

La mia visita (se siete interessati, ci si può prenotare qui) è iniziata molto presto, in una mattinata di sole e aria frizzante. L’imponenza dell’edificio ha messo subito a repentaglio la mia salute, provocandomi un forte sbandamento nei pressi dell’entrata, ma la parte più complicata è stata sicuramente la visita di cupola e terrazza. Non sto neanche a riportarvi la quantità di sangue che ho perso dal naso. Eccezionale la struttura di vetro e acciaio, dalla quale come dicevo è visibile l’interno del parlamento. Alla notizia che la particolare conformazione della cupola permette il riciclo d’aria in tutto l’edificio ho dovuto scappare fuori per riprendere fiato. La vista dalla terrazza è come potete intuire orrenda; si gode infatti di un panorama sulle zone e gli edifici principali di Berlino, dei quali l’ottima audioguida riassume la storia. Profondamente provato dalla visita al Reichstag ho riguadagnato il pian terreno e ho vagato in preda a delirio e febbre altissima per tutta la città.

Berlino mostra senza vergogna tutte le cicatrici dell’ultimo secolo devastante per la sua storia. Dalla dittatura Nazista alla distruzione della Seconda Guerra Mondiale, passando per la follia della divisione tra Est e Ovest. La pesante eredità ricevuta dal recente passato è tangibile in numerosi luoghi, edifici e mostre che valgono davvero la pena di essere visitati, anche per capire e apprezzare più a fondo questa nostra Europa.

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