Fristaden Christiania, la città libera

immagine-285_bSi sa, le città del nord Europa hanno tutte un innato fascino, un’irresistibile attrattiva su tutti i viaggiatori. Personalmente sono assolutamente estasiato dalla loro capacità di mescolare la storia (molte volte si sfiora il millennio) con il design ultramoderno ed è per questo motivo che qualche tempo fa ho deciso di toccare con mano e di volare in Danimarca, destinazione Copenaghen. Città meravigliosa, a misura d’uomo, con un sacco di cose da vedere; per esempio, se siete appassionati di architettura non potete perdervi il Black Diamond, estensione scandalosamente moderna della Royal Library – edifico appena dietro – con spettacolare facciata rivestita in granito nero dello Zimbabwe… adorabile! La mia attenzione è però in questo caso attirata da questo curioso nome, Fristaden Christiania (letteralmente la “Città Libera di Christiania”) che si trova più o meno al centro dell’area urbana. Fammi leggere un attimo: “…vero cuore ribelle e anarchico della città”, DEVO vederlo!

Molto facile arrivarci, metropolitana M1 o M2 fermata Christianshavn e il gioco è fatto, 50 metri e mi trovo di fronte a uno dei due ingressi principali di questa “città nella città”; da qui ha inizio la sua arteria principale chiamata Pusher Street, no va be’ adesso stiamo esagerando, ma proprio come il gentiluomo che spaccia la droga? Ok, fammi pensare, roba simile ne ho vista in giro per il mondo? No. Entro di corsa.

Christiania è una ex zona militare abbandonata – uuuuuuu! Solo questo meriterebbe un articolo intero – che fu occupata nel 1971 dagli Hippie e proclamata città libera, ossia un’area non soggetta a tasse e guidata da una legislazione interna, la quale ha reso libero per esempio lo spaccio e l’uso di droghe leggere (marijuana e hashish). Altra informazione: di recente le forze dell’ordine hanno dichiarato di NON avere libero accesso a Christiania. Questo porterebbe il turista medio ad evitare la zona come la peste, per paura di trovare chissà quanta criminalità o di contrarre chissà quale tipo di malattia… tranquilli, la vaccinazione non serve! Tutto è caratteristico e variopinto all’ennesima potenza, la sensazione è di essere stati catapultati nella San Francisco degli anni ’70, solo che qui sono tutti biondi e fichissimi. La maggior parte del migliaio di persone che ci vivono stabilmente è gente per bene, stravagante, ma per bene; ci si può passeggiare tranquillamente (si trovano abitualmente anche famiglie con bimbi) e fermarsi a mangiare e bere nei bar e nelle caffetterie della zona dicono sia d’obbligo. È molto facile trovare musica dal vivo, piuttosto che baracche colorate e murales eccezionali, oppure ancora sculture a cielo aperto; i piccoli ristoranti sono numerosi – alcuni sorprendentemente buoni – e i prezzi sono tutti sotto la media del resto della città… come mai? Semplice, i ristoratori si rifiutano di pagare le tasse. Possiedono la loro moneta (il Løn), la loro bandiera (tre sfere gialle su sfondo rosso), il loro ufficio postale, il loro asilo, la loro radio indipendente… oh ragazzi, questa gente è organizzata!

cartello

La zona un po’ più turbolenta – relativamente – è forse Pusher Street dove i banchetti degli spacciatori che “vendono” droghe leggere sono numerosi, per questo motivo è importante che seguiate scrupolosamente le indicazioni dei cartelli dos e don’ts disseminati un po’ ovunque; è assolutamente vietato, per esempio fare foto, o meglio, teoricamente i punti dove c’è il divieto sono delimitati da righe gialle disegnate a terra e sono cosparsi dalle scritte no photos, ma sinceramente viste un paio di facce preferisco non rischiare e la macchina fotografica la dimentico per un po’. Attenzione quindi amici miei a non prendere sottogamba il luogo, non sto dicendo che il tutto è come Piazza Duomo a Milano dove il rapporto tra forze dell’ordine e piccioni e quasi 1 a 1. Christiania non è da passeggiata con gelato delle 23:00, è un luogo sconsigliato di notte. È una realtà molto controversa, teatro nel recente passato di molti scontri e pesanti manifestazioni di disappunto tra i cittadini di Copenaghen e l’amministrazione comunale per la troppa anarchia. Se in più a tutto questo sommiamo il fatto che, come dicevamo in precedenza, si possono acquistare e consumare droghe leggere a piacimento, il risultato finale è una cosa abbastanza complicata da gestire. Per portarvi un esempio, nel 2016 gli stessi abitanti, esasperati dalle continue e pesanti tensioni con le autorità e le sempre più frequenti incursioni forzate della polizia, hanno deciso di smantellare una ad una le bancarelle dello spaccio costringendo i venditori a sospendere (almeno per il momento) le attività.

Concludendo vi riporto come Christiania viene spiegata da Wikipedia:

Esperimento sociale unico al mondo e attrazione turistica, utopia vivente basata sui principi del rispetto e del libero arbitrio, ovvero sull’ideologia dell’anarchia pacifista.

Se invece qualcuno dovesse chiederlo a me, risponderei: entrate in una bella biblioteca grande ed ordinata, mettete al centro Jimi Hendrix, girate la rotellina del volume dell’amplificatore sulla tacca “tuono” e fategli suonare Electric Ladyland per intero. Chiaro?

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3 pensieri su “Fristaden Christiania, la città libera

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