Las Palmitas, il murales più grande del mondo

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Las Palmitas (foto: Germen Crew)

I murales sono materia controversa, c’è chi li considera opere d’arte, chi invece li vede solo come una maniera di deturpare la cosa pubblica (o anche privata) e il paesaggio; personalmente sono sicuro di appartenere alla prima categoria perché appena ne vedo uno mi compare il sintomo della foto compulsiva, li considero vere e proprie opere d’arte a cielo aperto, ne vado pazzo. È chiaro che se il Picasso della bomboletta si sveglia una mattina e decide “firmare” una parte di facciata del Colosseo o il Duomo di Milano e beh… il disegno può essere il più bello dell’universo ma passo immediatamente nella seconda categoria, sia chiaro. Esempi eclatanti da far venire la pelle di cappone nel modo ce ne sono tantissimi, ne cito solo alcuni: il Barrio del Carmen a Valencia (città che da sola vale un articolo intero!), il quartiere di Wynwood a Miami (mare dei Caraibi? Orribile posto) oppure il leggendario 5 Pointz del Queens a New York (ma cosa ve lo dico a fare, dai…). Anche in Italia abbiamo esempi addirittura illustri; a Pisa per esempio, sulla parete della canonica della chiesa di Sant’Antonio Abate, niente po’ po’ di meno che Mr. Keith Haring ha realizzato nel 1989 la sua opera più grande d’Europa (180 mq) denominata Tuttomondo.
Ma qui ora arriva la chicca, una di quelle da tenersi alle sedie per evitare di cadere (o di volare via, a scelta)… ci dobbiamo spostare nel Messico centro-meridionale e più precisamente a Pachuca. Città come ce ne sono tante, con situazioni al limite della legalità, niente di particolare da segnalare se non che nel giugno 2015, col fine di donare agli abitanti un senso di appartenenza e comunità e per sensibilizzare i più giovani all’arte, il gruppo di artisti messicani chiamato Germen Crew (qui il loro profilo Instagram) ha deciso di sposare la lodevole iniziativa del governo e cimentarsi nell’impresa titanica di realizzare il più grande murales della terra. Ma attenzione, quando dico grande intendo veramente molto grande, ma quando dico veramente molto grande intendo che per apprezzarlo al meglio bisogna allontanarsi di un qualche centinaio di metri. I folli – o geniali – giovanotti hanno pensato bene di prendere l’intero quartiere di Las Palmitas e di usarlo come “sfondo” per la loro opera; effettivamente il luogo si prestava perché parliamo di una zona che fino a un paio di anni fa era formata da 209 case trasandate dal colore indefinito e anonimo abbarbicate su una collina. Gli artisti hanno coinvolto circa duemila persone della comunità e dopo innumerevoli ore di lavoro hanno trasformato più o meno 20mila metri quadrati di cemento e mattoni nel primo ed unico barrio magico del Messico. Si dice che la magia prosegua camminando nei vicoli dove la sinuosa gigantesca opera d’arte ha preso forma e dove i colori usati risultano in ordine ed armonia… ma questo ve lo potrò confermare solo quando ci andrò di persona.

Oops, piccolo scherzo, la foto di inizio articolo è in bianco e nero, questa sotto è la versione a colori.

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Las Palmitas (foto: Germen Crew)

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