The Get Down. Il Bronx brucia, fratello!

thegetdownVenerdì 7 aprile sono arrivati gli episodi della seconda parte di The Get Down, la serie tv di Netflix ambientata nel Bronx degli anni ’70 che racconta la nascita dell’hip hop e della disco music.

Ok, sono uscito un attimo a prendere una boccata d’aria prima di proseguire con l’articolo. Solo ad associare nella stessa frase Bronx e anni ’70 un brivido mi scorre lungo la schiena. Credo esistano ben poche parole al mondo capaci di evocare scenari così… così… non mi viene neanche il termine. Suggestivi? Epici? Leggendari? Mitologici? Insomma, decidete voi.

La serie è incentrata sulle vicende di Ezekiel “Books” Figuero e Mylene Cruz, due giovani cresciuti nel ghetto del South Bronx che, spinti dal loro grande talento e passione per la musica, cercano il riscatto personale inseguendo la strada del successo. Lui si dà all’hip hop, sfogando disagi e frustrazioni personali in fiumi di rime, lei alla musica disco, cercando di conciliare la necessità di affermare la propria indipendenza con le rigide idee del padre, pastore alla guida di una comunità religiosa.

A fare da contorno a tutto ciò il Bronx degli anni ’70, signori. Per cui fate largo a intere aree devastate da un profondo degrado sociale, palazzi in fiamme, spaccio, speculazione edilizia, micro criminalità e criminalità organizzata. Il tutto condito da treni imbrattati dalla testa alla coda sferraglianti su mostruose sopraelevate, Cadillac, sparatorie tra gangs rivali (qui il rimando a I guerrieri della notte è un obbligo), spietati produttori discografici e poco raccomandabili gestori di locali dove sul davanti si balla e sul retro si sniffa. E poi ancora il punk, politici corrotti, arrampicatori sociali, graffitari, avvenimenti realmente accaduti come il famoso blackout dell’estate del 1977 e, sullo sfondo, il profilo di Manhattan che non era certo il distretto ripulito e a tratti per famiglie che è oggi. La crisi fiscale imperversava e le nuovissime Twin Towers (dove, tra l’altro, il protagonista della serie trova un impiego con la speranza di poter accedere a una borsa di studio) svettavano ancora indisturbate.

The Get Down ha il merito di prendere tutti questi elementi, mescolarli e ricavarne un prodotto estremamente piacevole, non sempre eccelso, ma comunque capace di tenere vivo l’interesse dello spettatore, pescando a piene mani da quel mondo che nell’immaginario collettivo continua  ad avere un fascino assoluto.
Per quanto mi riguarda, ho divorato i sei episodi che compongono la prima parte in un giorno solo e non vedevo l’ora di potermi godere la seconda, in un ideale percorso che tra scorci da panico porta dal ghetto al Madison Square Garden.

Annunci

Un pensiero su “The Get Down. Il Bronx brucia, fratello!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...