Europa Vs America, la sfida dei parchi sopraelevati

Inutile nasconderlo, qualsiasi grande città che si rispetti ha sul groppone zone e/o infrastrutture obsolete o ormai in disuso che sono cadute nel dimenticatoio. Alcune Amministrazioni Comunali ultimamente si stanno molto adoperando per cercare di trasformare questo problema in un punto di forza, si sono fatti e si stanno facendo sempre più analisi e progetti di recupero urbano per convertire tutto ciò in qualcosa che diventi bello, funzionale e appetibile per i propri cittadini; è partita cosi una “sfida a distanza” tra Europa e America nel convertire in maniera più spettacolare possibile queste – fino a poco tempo fa – fastidiose appendici urbane, una sorta di evoluzione. Le infrastrutture che meglio si prestano per questi progetti sono le vecchie linee ferroviarie cittadine dismesse sia per conformazione (spesso attraversano le “zone calde” delle città) che per struttura (quasi sempre sopraelevate rispetto al livello della strada e quindi lontane dal traffico)

Di esempi spettacolari ne stanno spuntando come funghi, da Rotterdam (in fase di studio) a Philadelphia (The Rail Park in fase di progetto) e Chicago (The 606 – Bloomingdale Trail di recentissima apertura); tutto però e cominciato col botto da Parigi nel 1993 con la Coulée verte René-Dumont e poi è proseguito in maniera oserei dire impertinente a New York nel 2009 con la High Line.

La Coulée verte René-Dumont di Parigi (qui le info)

pp02Qui è dove è nato tutto (come spesso accade per moltissime cose nel vecchio continente…), il primo esempio di recupero di questo tipo. Chiamata anche la Promenade Plantée, è stata realizzata sul tracciato della vecchia linea ferroviaria sopraelevata Ligne de Vincennes ed è una meraviglia all’interno della seconda città più bella d’Europa (la prima a mio modestissimo parere è Caput Mundi Roma, e mi spiace anche per il resto del pianeta ma purtroppo non esiste nulla di paragonabile). Si snoda per 4,7 km, i primi 1,5 km sul poderoso Viaduc des Arts, partendo dalle vicinanze di Place de la Bastille (rimango cauto, luogo con storia a vagonate!) fino a Boulevard périphérique e possiede la particolarità che le permette di offrire allo sciagurato viaggiatore che la percorre scorci su vie e piazze del centro da farsi portare via in lettiga. La prima parte, appunto quella sul viadotto della ferrovia, scorre in mezzo alle case e la cosa incredibile è che se si allunga la mano oltre i cespugli si arriva a bussare alle finestre del terzo piano delle abitazioni e sopratutto si ha un punto osservazione privilegiato su quartiere della Gare de Lyon. La sopraelevata si conclude al meraviglioso Jardin de Reully-Paul Pernin e il percorso continua “a terra” tra tunnel e aree verdi che si aprono all’improvviso ad insaputa del viaggiatore che non può far altro che gettare la spugna ed abbandonarsi tra le braccia di cotanto orrore. Un’ulteriore informazione, ecco da dove arriva il nome Viaduc des Arts (viadotto delle arti): tutti i portici al di sotto della sopraelevata sono stati convertiti in botteghe per arti e mestieri, qui i negozietti di artigianato parigino regnano sovrani e danno bella mostra di se tra le arcate in mattoni rossi. Per gli amanti della musica invece consiglio di fare il percorso a ritroso partendo dalla tangenziale e arrivando a Place de la Bastille, da qui imboccate Rue Saint-Antoine, dopo circa 450 metri girate a sinistra in Rue Beautreillis, sedetevi per una pausa ristoratrice ad uno dei tavolini del Le Dindon en Laisse, locale assiduamente frequentato fino alla sua morte da un certo James Duglas Morrison detto Jim (se va be’ ciao eh!) il quale abitava esattamente di fronte, al civico 17, al terzo piano dell’elegante palazzina bianca che vedete.

 

La High Line di New York (sito ufficiale)

hl06È vero, ovviamente prende spunto dalla sua illustre collega appena descritta, ma qui ragazzi la meraviglia è evidente e tangibile. 2,5 km completamente sopraelevati ricavati dal percorso della West Side Line (degli anni ’30) che da Gansevoort Street arriva fino alla 34th Street e 12th Avenue, in maniera molto imprudente attraversa quindi la zona ovest del quartiere di Chelsea (per la precisione Hudson Rail Yard, West Chelsea e Gansevoort Meatpacking District)... non vi sto ad elencare l’innumerevole presenza di cose spettacolari da vedere che gravitano in questa zona perché sarebbe veramente bruttissimo e stucchevole. Sopraelevata andata in disuso dal 1980 in poi e “sopraffatta” dalla natura con flora (e fauna!) spontanea; viene acquistata a bassissimo costo dai proprietari degli edifici a cavallo della linea ferroviaria che vogliono far fruttare il loro investimento rendendo la zona edificabile, viene quindi siglato l’accordo per la demolizione dall’allora sindaco Rudy Giuliani (fine 2001). Il destino sembra segnato ma qui accade il miracolo. Piccolo passo indietro: due ragazzi, tali Joshua David e Robert Hammond, visceralmente innamorati della vecchia linea ferroviaria non si sa bene per quale motivo, nel dicembre del 1999 partecipano ad un consiglio di circoscrizione (ordine del giorno: la sopraelevata la vorremmo demolire…) nella speranza di trovare qualcuno che voglia salvare la struttura; nessuno. Non si danno per vinti ed inaugurano immediatamente la fondazione no profit “Friends of the High Line“, creano un reportage da diffondere alla cittadinanza (con foto di Joel Sternfeld da loro incaricato) e i primi consensi cominciano ad arrivare. La cosa si espande in breve tempo a macchia d’olio, gli articoli e le richieste di interviste fioccano da tutte le parti, prima a New York e poi nel resto d’America. Nel 2002 viene fatto ricorso all’accordo di demolizione e dopo circa tre anni di lavoro legale, pianificazioni e azioni politiche, l’amministrazione comunale si convince: la High Line è salva e diventerà un parco pubblico. La flora spontanea è rimasta, ma ora è ben curata, è stato progettato e realizzato un contesto di arredo urbano di grande gusto, in molti punti si possono ammirare i vecchi binari della ferrovia e l’area è tra le più frequentate della città; inutile dire che gli scorci che si vedono da questo punto di vista tanto insolito quando privilegiato è come se riempissero di calci e pugni il viaggiatore e trasformano i 2,5 km nella via crucis del Venerdì Santo. Se siete appassionati di murales, quando incrociate sotto di voi la West 25th Street mettetevi l’Hudson River alle spalle e guardate difronte a voi; vi apparirà come d’incanto e vi travolgerà con estrema violenza il meraviglioso “bacio americano” di Eduardo Kobra, riproduzione della celebre foto scattata da Alfred Eisenstaedt il 14 agosto 1945 a Times Square, in cui un’infermiera viene baciata da un soldato americano durante la parata di celebrazione della vittoria sul Giappone… i colori dell’opera incastonati tra i mattoni rossi dei palazzi… se va be’ ciao di nuovo!

Vorrei concludere con un monito. Attenzione perché secondo quanto si legge da un articolo dell’Internazionale quegli spacconi di Singapore hanno appena approvato il loro personale progetto di un recupero del genere. Anche qui si tratta di una vecchia linea ferroviaria, ma questa volta i chilometri sono 23… come al solito esagerati ‘sti asiatici.

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