
Quando si parla di parco pubblico, si pensa a un meraviglioso e lussureggiante polmone verde in cui regnano e convivono frescura, tranquillità e zanzare. Ci si siede su una bella panchina e si ozia con la mente sgombra, pensando che è proprio il posto in cui portarci i figli, vista l’assenza di pericoli e predatori naturali… certo, questo discorso vale per tutti i parchi e giardini del mondo tranne che per uno, o meglio, per una porzione di esso.
Nel nord/est dell’Inghilterra, affacciata sul mare del Nord, sorge la graziosa cittadina di Alnwick, la quale, come praticamente tutte le cittadine d’Inghilterra, ha il suo meraviglioso castello sulla collina verde fosforescente; tutta questa collina stabilo-boss è completamente accessibile a tutti e nei pomeriggi d’estate le famigliole felici inglesi pascolano tranquille e piccoli gruppi di turisti camminano ordinati sui sentierini per raggiungere e visitare il castello. Scenario idilliaco, certo, ma se guardate bene là in fondo, un’ombra nera e minacciosa si staglia all’orizzonte; laggiù, vicino alla capanna di Rubeus Hagrid, un pesante cancello nero ne delimita una porzione. Sul cancello campeggiano due grossi cartelli rettangolari raffiguranti ciascuno un teschio con ossa incrociate e la scritta “These plants can kill”, “Queste piante possono uccidere”.
I turisti medi all’ascolto si tappino immediatamente le orecchie, vi stó per comunicare che siete di fronte all’ingresso del velenosissimo The Poison Garden (qui il sito ufficiale), il quale contiene una collezione di un centinaio di piante ed essenze potenzialmente mortali per gli esseri viventi della terra.
Se vi capitasse di parlare con la signora Jane Percy Duchessa di Northumberland, genitrice della pericolosissima sezione del parco, vi risponderà che la creazione è stata voluta a scopo didattico. La collezione infatti, seguendo scrupolosamente le precauzioni che vi spiegherà Hagrid all’ingresso, è assolutamente visitabile e comprende piante conosciute e usate da secoli in piccolissime dosi per scopi medicinali, afrodisiaci ed allucinogeni. È ovviamente severamente vietato fermarsi a toccare e annusare i vegetali, dato che tutte le cento essenze sono potenzialmente assassine. Volete qualche esempio? Se per sbaglio doveste mettervi le mani in bocca dopo aver toccato la Conium Maculatum (o Veleno di Socrate) morireste dopo una gradevolissima paralisi respiratoria, oppure se vi venisse di farvi un bel tè con le efflorescenze della Brugmansia Arborea, vi sentireste inizialmente molto molto bene (i fiori hanno la capacità di annullare quasi del tutto qualsiasi dolore), dopodiché sopraggiungerebbero le allucinazioni tipo LSD, quindi la morte. Qualcuno, vedendo i giganteschi oleandri all’ingresso, potrebbe tirare un sospiro di sollievo affermando «meno male qualche cosa di conosciuto e tranquillo…»; ragazzi bastano solo cinque foglie ingerite per portarvi alla casa del Padre.
Per aumentare l’acquolina in bocca, vi lascio qui un paio di menzioni come le scene post-credit che vanno tanto di moda al cinema:
- come avete avuto modo di leggere, questo velenosissimo giardino si trova nel parco del castello della cittadina di Alnwick. Avete notato che è la STESSA IDENTICA cittadina del White Swan Hotel del precedente articolo? Anche io e Davide ce ne siamo accorti solo dopo aver scritto i due articoli!
- il castello sopra citato non vi sembra familiare? Sì? Vi sembra stranamente identico a Hogwarts nelle scene dei film della saga di Harry Potter? Vi svelo un segreto, non è che sembra, È PROPRIO LUI! (qui un po’ di info da un altro blog).







































Signori tenetevi a qualche cosa di solido perché i simpatici abitanti della Scandinavia ne hanno combinata un’altra. Nell’immaginario collettivo gli inceneritori – o, come dicono quelli fighi, i termovalorizzatori – sono grossi edifici grigi e puzzolenti, perennemente avvolti dalla foschia come Isla Nublar e pieni di spazzatura immonda; a Brescia hanno tentato ti renderlo carino e mimetico giocando con le diverse tonalità del blu e dell’azzurro, ma un brucia pattume rimane. In questi casi è oggettivamente molto difficile abbinare la funzionalità dell’edificio con l’ambiente circostante ed è complicato fondere la struttura con il paesaggio, come si fa per esempio con un villaggio turistico. A tal proposito nel 2017 a Copenaghen, più precisamente sull’isola di 




